Chi siamo

Ciao, sono Marinella.
Ti racconto da dove viene tutto questo — perché dietro Cibocultura c'è una storia che vale la pena sentire.
Tutto nasce da un'idea semplice, quasi ovvia, che però ho impiegato anni a mettere a fuoco: il cibo non è solo quello che mangiamo. È la forma più concreta e quotidiana della cultura di un popolo. È territorio, memoria, identità. È il modo in cui una comunità si racconta — attraverso ciò che coltiva, trasforma, conserva e porta in tavola da generazioni.
Da questa convinzione è nato il nome: CiboCultura. Cibo come cultura, non solo come piacere o necessità. Un punto di vista prima ancora che un negozio.
Un'ossessione lunga una vita
La mia passione per il cibo di qualità non è arrivata leggendo un libro o seguendo una moda. È arrivata viaggiando — in lungo e in largo per l'Italia, con la macchina carica di curiosità e il taccuino in mano.
Ho una formazione alberghiera, ho lavorato per anni nel settore del vino. Ma la svolta vera è arrivata quando ho cominciato a frequentare frantoi, caseifici, aziende agricole di famiglia. Quando ho capito che dietro ogni bottiglia di olio buono c'è una persona con le mani screpolate e una storia da raccontare.
Da lì la scelta di diventare Tecnico Assaggiatore certificato di olio extravergine di oliva, iscritta all'Elenco Nazionale dei Tecnici ed Esperti degli Oli di Oliva Vergini ed Extravergini. Non per il titolo — ma perché volevo capire davvero cosa stavo assaggiando.
Il resto è venuto da sé. Prima un gruppo di acquisto solidale, per condividere con altri le scoperte che facevo. Poi, nel giugno 2021, il negozio fisico a Torino, in Via S.Ottavio 58/B, nel quartiere Vanchiglia. E oggi, questo sito — per portare quegli stessi prodotti anche a chi non può venire a trovarci di persona.
I produttori che porto nel cuore
Potrei raccontarti tanti incontri. Ma ce ne sono due che tornano sempre quando devo spiegare cosa cerca Cibocultura.
Il primo è Molino Lingiarda, a Settimo Vittone, in provincia di Torino. All'imbocco della Valle d'Aosta, dove i monti cominciano a stringersi e sembrano lasciare sempre meno spazio alla vita agricola. Eppure lì, grazie a un microclima sorprendente che il territorio custodisce da secoli, esiste una piccola produzione di olio extravergine di oliva che ha dell'incredibile. Un olio di montagna, prodotto in quantità minime, con una storia e un carattere che non troveresti altrove. La prima volta che l'ho assaggiato mi sono chiesta come fosse possibile che il mondo non lo conoscesse ancora. Quella è esattamente la risposta che cerco ogni volta che scelgo un nuovo prodotto.
Il secondo sono le galline felici di una piccola azienda contadina che alleva i suoi animali come si faceva una volta — liberi di razzolare nell'aia, nutriti con semi di antiche varietà, lontani da capannoni e filiere industriali. Le loro uova sembrano uscite dai ricordi di quando si andava a comprare le uova dalla nonna in campagna. Perché in fondo è esattamente quello che sono.