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Marinella e Francesca nella bottega Cibocultura di Torino

Ciao, sono Marinella

Ti racconto da dove viene tutto questo — perché dietro Cibocultura c'è una storia che vale la pena sentire.

Tutto nasce da un'idea semplice, quasi ovvia, che ho impiegato anni a mettere a fuoco, unendo gli elementi e le esperienze: il cibo non è solo quello che mangiamo. È la forma più concreta e quotidiana della cultura di un popolo. È territorio, memoria, identità. È il modo in cui una comunità si racconta attraverso ciò che coltiva, trasforma, conserva e porta in tavola da generazioni.

Da questa convinzione è nato il nome: CiboCultura . Cibo come cultura, non solo come piacere o necessità. Un punto di vista prima ancora che un negozio.

Un'ossessione lunga una vita

La mia passione per il cibo di qualità non è arrivata leggendo un libro o seguendo una moda. È arrivata viaggiando, in lungo e in largo per l'Italia e anche un po' di mondo; con un carico di curiosità e il taccuino in mano, oltre alla voglia di incontrare e parlare con le persone, ascoltando.

Ho una formazione alberghiera e linguistica, ho lavorato nei ristoranti e strutture ricettive e per alcuni anni anche nel settore del vino. Ma la svolta vera è arrivata quando ho iniziato a frequentare frantoi, caseifici, aziende agricole di famiglia. Quando ho capito che dietro ogni bottiglia di olio buono c'è una persona con le mani segnate e una storia da raccontare.

Da lì la scelta di diventare Tecnico Assaggiatore certificato di olio extravergine di oliva , iscritta all'Elenco Nazionale dei Tecnici ed Esperti degli Oli di Oliva Vergini ed Extravergini. Non per il titolo ma perché volevo capire davvero cosa stavo assaggiando; ho imparato così che la sensorialità è protagonista in ogni cosa che istintivamente è percepito dai sensi del gusto e del tattile, collegato alla memoria di quel mondo dell'assaporare, formatosi da bambini. 

Il resto è venuto da sé. Prima un gruppo di acquisto solidale, per condividere con altri le scoperte che facevo. Poi, alla fine del 2020, il negozio fisico a Torino, in Via Sant'Ottavio 58/B, nel quartiere Vanchiglia. Si è unita a me Francesca, con una grande passione per questo progetto e oggi, insieme, diamo vita a questo sito, per portare quegli stessi prodotti anche a chi non può venire a trovarci di persona.

I produttori che porto nel cuore

Potrei raccontarti tanti incontri. Ma ce ne sono due che tornano sempre quando devo spiegare cosa cerca Cibocultura.

Il primo è stato Molino Lingarda , a Settimo Vittone, Terra di Olivi dal 1300. All'imbocco della Valle d'Aosta, dove i monti cominciano a stringersi e sembrano lasciare sempre meno spazio alla vita agricola. Eppure lì, grazie a un microclima sorprendente che il territorio custodisce da secoli, esiste una piccola produzione di olio extravergine di oliva che ha dell'incredibile. Un olio evo di montagna, prodotto in quantità minime, con una storia e un carattere che non troveresti altrove. La prima volta che l'ho assaggiato mi sono chiesta come fosse possibile che il mondo non lo conoscesse ancora. Quella è esattamente la risposta che cerco scegliendo un nuovo prodotto.

Il secondo sono state le galline felici di un piccolo alpeggio, una casa felice nel bosco, sul Monte Arpone (To) che ha lasciato il posto ad altre piccole aziende contadine, che allevano gli animali come si faceva una volta, liberi di razzolare nell'aia, nutriti con secco che dà forza e umido, oltre all'erba in terra. Le loro uova sono vere e buone. 

Due piccole grandi scoperte, che hanno segnato la strada che mi ha portata a seguire la mia filosofia, una ricerca continua, fino a trovare quello che voglio condividere.